Lacioviaggi
VENEZIA - 9 FEBBRAIO 2013
Scritto da Agenzia
Lunedì 29 Aprile 2013 08:15
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Il fascino intramontabile della città sull'acqua e le sue maschere colorate ed intriganti... 

Riassunto della giornata in 5 parole: folla - divertimento - fotografie - colore - romanticismo.

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Venezia romanti...
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il Canal Grande...
piume viola
la rossa damina

Ultimo aggiornamento Lunedì 29 Aprile 2013 08:46
 
MERCATINI IN GERMANIA 2012
Scritto da Agenzia
Lunedì 11 Marzo 2013 22:19
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Dal 14 al 16 dicembre si è svolto in nostro "consueto" appuntamento con i Mercatini di Natale. Anche quest'anno abbiamo toccato la Germania, terra ricca di cittadine incantevoli, che nel periodo dell'Avvento assumono addirittura un aspetto magico.

A Ravensburg ci ha accolti uno splendido sole, nonostante la nostra partenza dall'Italia sia avvenuta sotto ad una delle nevicate più importanti di questo inverno.

È una piccola cittadina dove più piazze sono collegate tra loro attraverso viuzze che sembrano in effetti tutte uguali, ognuna caratterizzata da grandi palazzi dai tetti spioventi, alcuni colorati, altri imponenti e massicci.

Il mercatino è piuttosto piccolo, ma grazioso ed interessante; in questa simpatica ed accogliente cittadina ci siamo più che altro sbizzarriti nell'acquisto di puzzle, libri e giochi da tavolo prodotti dalla famosissima casa "Ravensburger": qui esiste la fabbrica di produzione e un negozio dove questi prodotti per il divertimento ed il tempo libero si possono comperare ad un prezzo competitivo.

Nel tardo pomeriggio ci siamo diretti verso Memmingen, dove ci siamo sistemati nelle camere riservate presso l'hotel Weisses Ross; il tempo di appoggiare i bagagli nelle eleganti stanze ed i più si sono nuovamente riversati nelle vie di questo piccolo paese, allietato per le feste da un pittoresco mercatino ricco di luci e di profumi.

La giornata del sabato la abbiamo trascorsa interamente a Rothenburg ob der Tauber, da sempre la "vera" capitale del Natale.

Percorrendo in lungo ed in largo le strade del centro storico, caratterizzato da un aspetto medievale intatto e assolutamente fiabesco, si possono ammirare i vari mercatini natalizi – soprattutto a carattere gastronomico – che sorgono in piazze, angoli, vie ricche di addobbi e luci.

La città è un vero e proprio gioiello; si possono percorrere le mura medievali ancora intatte ed ammirarla dall'alto, scorgere persino paesaggi naturalistici dove il fiume scorre fino ad accarezzare campi coltivati e boschi per poi ritornare verso il centro, immergersi nelle vie di uno shopping assolutamente tranquillo e per tutte le tasche, respirare il profumo dei dolci natalizi (qui sono una specialità le "Palle di neve" – fatte con l'impasto delle nostre chiacchiere, arrotolate a formare palle dal diametro che varia tra i 4 ei 6 centimenti – naturali allo zucchero oppure aromatizzate ai vari tipi di cioccolato), fino ad arrivare a quello che da sempre è definito il "fulcro" della cittadina: il negozio di Kathe Wohlfahrt. Si tratta della conosciuta catena fondata da questa signora che nel corso degli anni ha sviluppato un vero e proprio business intorno a tutto quello che può offire lo shopping natalizio: dalle ghirlande agli addobbi per gli alberi di Natale – in rame, legno, stoffa – dalle figurine del presepe ai calendari, dai vari tipi di candele ai più moderni "fumatori"... Insomma, una vera e propria "mecca" dello shopping natalizio, effettivamente piuttosto costoso, ma talmente unico da meritare comunque una visita. I negozi della catena di Kathe Wohlfart rimangono aperti tutto l'anno.

L'ultimo giorno, quello della partenza, ci ha visti toccare le sponde del grande lago di Costanza: abbiamo visitato la capitale – Konstanz – nella sua parte tedesca.

La città in sè non ha nulla a che vedere con i magici scorci del giorno prima, è piuttosto grande e caotica, con larghi viali e centri commerciali in vetro. Si percorre il lungolago fino ad arrivare al mercatino, che si svolge proprio lungo le sue sponde, in un grande parco verde; qui a prevalere è proprio l'odore acre dell'acqua di lago, portato in giro da un vento freddo e pungente.

Il mercatino è davvero immenso, caratterizzato da un aspetto multietnico: stand gastronomici tipici della zona che offrono gli immancabili wurstel, crauti e patate si affiancano a quelli che vendono Kebab, prodotti a base di frutti di dattero, riso all'orientale.

Abbiamo avuto parecchio tempo libero che ci ha permesso di ammirare anche la parte vecchia della città, caratterizzata da chiese e palazzi antichi, affiancati a strutture più moderne e avveniristiche. In sostanza, una città nella città.

Un'esperienza piacevole che ha toccato realtà diverse ma tutte ugualmente interessanti e a loro modo, indimenticabili.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 11 Marzo 2013 22:58
 
MASINO E IL "MAGO" DI CALUSO 18 NOVEMBRE 2012
Scritto da Agenzia
Venerdì 07 Dicembre 2012 17:48
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L'autunno inoltrato ci regala ancora una giornata di sole e la nostra gita domenicale parte sotto i migliori auspici.

Ci inoltriamo nel cuore del Canavese, tra boschi colorati d'autunno che sbucano dalla foschia del mattino, e dopo una breve salita raggiungiamo il castello di Masino.

Questo bianco e imponente palazzo fu per secoli la residenza dei Conti di Valperga, circondato da mura e immerso in un monumentale parco romantico che domina la sottostante pianura.

Nel 1988, ormai in stato di quasi totale abbandono, venne venduto al FAI che mise in atto un'opera di restauro e conservazione senza precedenti.

Oggi la visita guidata ci offre uno spaccato della vita della nobile famiglia nel corso dei secoli, con i saloni affrescati e riccamente arredati, gli appartamenti di Madama Reale, le camere degli ambasciatori, in un insieme molto suggestivo che fu teatro della storia piemontese ed italiana.

Contrariamente a molte altre residenze nobiliari, maestose ma spoglie, nel castello di Masino è conservata una ricchissima raccolta di dipinti, mobilio, suppellettili, lampadari, telerie e altri arredi riportati allo splendore originale dalle abili mani dei restauratori.

L'opera di recupero è tutt'ora in corso e ci auguriamo che tanti “gioielli” del passato possano tornare a rivivere nelle loro collocazioni originali.

Dopo tanto splendore e un breve spostamento in pullman, raggiungiamo il ristorante dove sarà servito il pranzo in occasione dei nostri primi 10 ANNI di attività.

Ecco il menù che ci aspetta:

** Aperitivo di benvenuto

** Grand buffet "imperiale" di antipasti a self service, caldi e freddi

** Risotto con porcini ed erbette / Spaghetti allo scoglio

** Gran Trionfo di Mare alla Portofino

(grigliata e frittura mista di pesce – branzini, orate, scampi, gamberi, calamari, triglie - ,

impepata di cozze alla sorrentina)

Sorbetto al Limone

** Carosello di carni alla Far West

(arrosti, costine, bracioli, stinco) – Patate speziate all'americana

** Delizie fritte piemontesi

(Pavesini con Nutella, mele, pere, ananas, amaretti)

Mont Blanc "flambé" (torta speciale della casa)

Caffè con rimorchio

Il pranzo è accompagnato dal famoso vino Erbaluce di Caluso, vini rossi doc, spumanti brut e

Moscato d'Asti, acqua minerale

Che altro dire.....il pranzo è stato all'altezza delle aspettative e i nostri ospiti, ancora una volta, sono rientrati soddisfatti dopo questa allegra giornata in compagnia.

Da parte nostra ringraziamo di cuore chi in questi anni ci ha appoggiato e ha avuto fiducia in noi.

Anche per il futuro cercheremo di dare il massimo, consapevoli che questo traguardo non è un punto di arrivo, ma una tappa del nostro cammino professionale e un incentivo a cercare di migliorarci sempre, nonostante i tanti ostacoli creati dal momento storico che stiamo vivendo.

Grazie ancora a tutti e alla prossima!!!

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MUSEO DELLE CAR...
ALLA SALUTE!
BUFFET DI ANTIP...
CASTELLO DI MAS...
PANORAMA DAL CA...
DESSERT AL FUOC...
IL DRAGO
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Ultimo aggiornamento Sabato 08 Dicembre 2012 13:43
 
BOLOGNA - 20 OTTOBRE 2012
Scritto da Agenzia
Venerdì 30 Novembre 2012 11:39
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LA CITTA' DI BOLOGNA E IL SANTUARIO DI SAN LUCA

Partiti nella prima mattinata di una calda giornata autunnale, siamo arrivati a Bologna dopo circa tre ore di viaggio. Con la guida specializzata, abbiamo visitato il cuore della "città dei portici", partendo dal Palazzo Comunale, cuore della vita economica e culturale della città, con la sua splendida Sala del Consiglio, riccamente decorata. Abbiamo poi raggiunto il palazzo dell'Università, attarversando antiche strade pittoresche e vivaci, ricche di bancarelle con prodotti tipici e negozi per tutti i gusti. Qui abbiamo sostato all'Archiginnasio, la prima prestigiosa sede dell'Università, all'interno del quale si trova la suggestiva sala anatomica, dove anticamente si svolgevano le lezioni con la pratica della dissezione dei cadaveri.

Ci siamo poi spostati verso Piazza Maggiore, cuore della città fin dall'epoca romana, che forma con la contigua piazza del Nettuno un insieme di grande armonia sul quale si affacciano gli edifici più rappresentativi del periodo comunale che, pur restaurati, conservano il loro fascino medievale. Da qui si arriva in piazza di Porta Ravegnana, nella quale spiccano le due torri, simbolo della città.

Il percorso guidato è terminato alla Basilica di San Petronio, che è la beniamina dei bolognesi, dove abbiamo ammirato la Vergine con il Bambino di Jacopo della Quercia.

Dopo un ricco pranzo caratterizzato dai sapori tipici del territorio, siamo partiti verso il Santuario della Madonna di San Luca, splendidamente posizionato sui colli bolognesi, vestiti dai mille colori dell'autunno. Dedicato al culto mariano, grandioso ed imponente nella fastosa architettura barocca, custodisce all'interno un ambiente piuttosto sobrio dove si può venerare la Sacra Immagine della Vergine di San Luca.

Siamo arrivati a Pavia, stanchi e accaldati, intorno alle ore venti.

L'elegante muni...
La sala del Con...
Ancora... in co...
l'Archiginnasio
Piazza Grande
Acquisti golosi
Facciata di san...
San Luca e i co...

Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Novembre 2012 12:00
 
RIVIERA DI ULISSE - 28/30 SETTEMBRE 2012
Scritto da Agenzia
Lunedì 26 Novembre 2012 18:41
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LA RIVIERA DI ULISSE (Terracina, Gaeta, Sperlonga) CON TIVOLI

Storia, mitologia e natura incontaminata

Partiti di buon mattino, abbiamo affrontato un viaggio decisamente lungo ma scorrevole, arrivando nei pressi di Roma nell'ora perfetta per concederci una sosta all'autogrill, per il pranzo libero.

Siamo arrivati a Terracina nel primo pomeriggio, e qui abbiamo incontrato la guida.

Attraverso una strada tortuosa e stretta, vedendo scorci di mare illuminato dai raggi di un sole caldissimo, siamo saliti in pullman fino al tempio di Giove Anxur: una vera e propria meraviglia dell'antichità situato in una posizione privilegiata, immerso nel verde e a picco sul mare. Da qui in condizioni ideali si può vedere l'arcipelago delle isole pontine, ma il cielo era purtroppo troppo denso di afa per poterci offrire una visuale così ampia.

Siamo quindi scesi per una passeggiata nei vicoli stretti e antichi della città; notevole la piazza del Municipio, con il selciato in pietra risalente all'epoca romana; e il settecentesco Borgo Pio, intorno al quale si è via via sviluppata la città, fino all'ampio arenile di sabbia fine.

Al termine, ci siamo sistemati presso l'hotel Torre del Sole, una costruzione moderna dalla forma a grattacielo (qualcuno di noi aveva la camera all'ottavo piano!), un quattro stelle dotato di tutti i comfort, compresi due piscine utilizzabili (viste le alte temperature!), spiaggia privata, bar alla spiaggia funzionante anche nelle ore del dopo cena; insomma, una mini-vacanza balneare unita ad una interessante immersione nella cultura.

La cena a base di pesce – abbondante e gustosa - ci è stata servita nell'elegante ristorante sulla spiaggia.

Dopo un meritatissimo riposo, la mattina dopo siamo partiti in pullman alla volta di Gaeta; qui, sotto ad un sole cocente e con una temperatura notevolmente esagerata per la media del periodo, abbiamo incontrato la nostra guida che ci ha accompagnati per tutta la giornata.

Abbiamo visitato il Santuario della Santissima Annunziata con la bellissima Cappella d'Oro (o Cappella dell'Immacolata Concezione), così chiamata per la ricca decorazione interna costituita dal soffitto a cassettoni dorati e dalle cornici dei quadri che ne ricoprono completamente le pareti. Qui amava pregare Pio IX e proprio in questa cappella ha ricevuto l'ispirazione per la stesura del Dogma dell'Immacolata Concezione.

Ci siamo poi diretti in pullman verso il Santuario della Trinità presso la Grotta Spaccata, un luogo mistico e suggestivo, di una spiritualità quasi magica. Il suo nome è legato a tre spaccature verticali che la leggenda vuole siano state prodotte dal terremoto verificatosi alla morte di Cristo.

Qualcuno ha dimostrato coraggio scendendo i 252 scalini che separano l'ingresso del Santuario dalla Grotta del Turco, dove il mare finalmente si incontro sugli scogli a pochi metri di distanza e infrange le sue onde con forza e fragore.

Il pranzo presso il ristorante La Garitta ci ha risollevati per bene, con un'ottima insalata di mare, linguine con pomodoro, calamari e olive, una freschissima orata alla brace, panna cotta come dessert.

Il sole a picco, con una media di circa 32 gradi, ci ha accompagnati alla volta di Sperlonga, dove abbiamo visitato i resti della Villa Romana di Tiberio, residenza marinara costituita da diversi edifici costruiti su terrazze rivolte verso il mare. Molto interessante la grotta, una vastissima cavità naturale preceduta da vasche contenenti acqua marina, una sorta di piscine di epoca romana.

Abbiamo quindi goduto di un po' di tempo libero a Sperlonga, il cui centro storico è caratterizzato da case bianche in stile mediterraneo, collegate da pittoresche viuzze con ponti e scale.

Qualcuno ha fatto shopping nei caratteristici negozietti ricchi di souvenirs, qualcuno si è rilassato mangiando un gelato, qualcuno ha beneficiato dell'ultimo bagno di stagione, nella ampia spiaggia sabbiosa, decisamente affollata.

Dopo l'elegante e abbondante cena a base di carne, ci siamo ritirati nelle nostre camere.

La mattina successiva, quella del rientro, la Riviera di Ulisse ci ha salutati con poche gocce di pioggia. Abbiamo comunque lasciato subito le nuvole alle nostre spalle, e Tivoli ci ha accolti con un sole splendente. Tivoli è una antica cittadina romana immersa nel verde dei monti Tiburtini, famosa per le ville patrizie dell'aristocazia cinquecentesca.

Abbiamo visitato liberamente la Villa d'Este (il cui costo era ovviamente incluso nel prezzo del viaggio), famosa per le sue meraviglie artistiche ed in special modo per i numerosissimi giochi d'acqua che trasportano il visitatore in una reggia d'altri tempi.

Dopo il pranzo libero, siamo partiti per il rientro, accompagnati per tutto il tragitto appenninico da un violento temporale che ha voluto ricordarci la fine dell'estate, e soprattutto facendoci sentire tremendamente fortunati per ilk week end passatato tra il mare e il sole, in una terra quasi sconosciuta, ma di una bellezza rara ed autentica.

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Terracina: Temp...
Centro storico ...
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Santuario della...
Salendo fino al...
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L'attesa per il...
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Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Novembre 2012 23:37
 
TOUR DELLE DOLOMITI, 9 - 10 GIUGNO 2012
Scritto da Agenzia
Mercoledì 03 Ottobre 2012 15:49
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LE DOLOMITI, PATRIMONIO DELL'UNESCO

La nostra prima meta è stata il Lago di Misurina, specchio di acqua blu per le tre cime di Lavaredo. Purtroppo la giornata era nuvolosa e le nubi basse non ci hanno permesso di ammirare le famose vette. Attraversando le valli verdi delle dolomiti bellunesi, vi siamo arrivati in tempo per un buon pranzo presso il ristorante Miralago, con un panorama dalle vetrate del ristorante che ricordava vagamente quello scozzese, culla del celebre Mostro di Lockness.

Nel pomeriggio ci siamo spostati a Cortina d'Ampezzo, capitale della mondanità ed essendo sabato è stato possibile fare shopping nei deliziosi negozi del centro storico. La stagione non era ancora del tutto iniziata e molte attività erano ancora chiuse, ma comunque i raggi del sole che hanno finalmente illuminato il nostro pomeriggio ci hanno consentito di ammirare vetrine ricche di souvenirs di legno, stoffe tirolesi, prodotti tipici gastronomici quali speck, grappe, strudel di mele.

Abbiamo alloggiato presso l'hotel Europa, meravigliosamente inserito nel centro storico, interamente costruito in legno con ambienti caldi, eleganti ed accoglienti. Un'ottima struttura che ci ha davvero coccolato, destinandoci anche camere con la vasca per l'idromassaggio!

Qui abbiamo cenato e passato la notte.

La mattina successiva siamo partiti alla volta di Corvara, sotto ad un cielo azzurro e un sole splendente. Dopo avere sostato pochi minuti al passo Falzarego per scattare qualche fotografia, siamo arrivati in questa cittadina silenziosa e tranquilla, dove solo un paio di bar erano aperti per accogliere i turisti. Ci siamo fermati solo per il tempo di una breve passeggiata e siamo ripartiti verso il passo Pordoi; purtroppo le nuvole si erano date appuntamento qui e dopo pochi minuti dal nostro arrivo ha cominciato a piovere in modo piuttosto consistente. L'atmosfera era grigia e fredda e le vette completamente avvolte ed invisibili, un vero peccato per quanti non erano mai stati in questi luoghi e non hanno quindi potuto rendersi conto della immensità e della magia di certi paesaggi.

Abbiamo comunque consumato un ottimo pranzo domenicale, presso il ristorante Savoia: risotto ai funghi porcini e ravioli di magro al burro e salvia; polenta e funghi con capriolo in salmì; strudel di mele tiepido con panna.

Dopo una breve sosta a Moena, perla della val di Fassa siamo ripartiti per il rientro, arrivando puntuali in serata.

In sostanza un bel week end in luoghi davvero da favola; peccato che questa volta il tempo non sia stato proprio del tutto dalla nostra parte.

Centro storico ...
Vette bellunesi...
parrocchiale di...
sala da pranzo ...
hotel Europa
passo Falzarego
Corvara
Corvara
Moena
Moena

Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Ottobre 2012 16:10
 
LUCERNA, 20 maggio 2012
Scritto da Agenzia
Venerdì 13 Luglio 2012 20:28
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La città, il lago, le montagne...

Partiti di buon mattino, accompagnati dal solito cielo plumbeo, abbiamo trovato all'arrivo a Lucerna un sole tiepido e un gradevole venticello estivo.

Il nostro gruppo decisamente numeroso (un bel pullman pieno) è arrivato alle 10.00 in punto al luogo di incontro con le guide, che ci hanno accompagnato per un paio di ore, a piedi, in giro per questa incantevole cittadina.

Situata nel cuore della Svizzera, sul Lago dei Quattro Cantoni, Lucerna offre una qualità della vita decisamente al di sopra della media, e la prossimità alle piazze finanziarie svizzere ne fanno un luogo di residenza e di lavoro fra i più ambiti.

Abbiamo raggiunto in pullman il Monumento al Leone Morente, famosissimo nel mondo. Fu scolpito direttamente nella roccia naturale in ricordo dell'eroica morte degli Svizzeri caduti alle Tuileries nel 1792. Lo scrittore statunitense Mark Twain affermò a ragione che "il leone morente di Lucerna è uno dei pezzi di roccia più tristi e più commoventi del mondo".

Il giro è poi proseguito a piedi, tra strade piene di vita, vicoli nascosti ed edifici ornati: abbiamo ammirato il ponte Spreuerbrucke e la cinta con le nove torri, un tempo parte della fortificazione cittadina (una di queste ospita l'orologio più antico della città, fabbricato nel 1535, che ha il privilegio di battere le ore un minuto prima degli altri orologi), le piazze con le case dipinte, tra le quali spicca decisamente la Casa dei Panettieri, la Chiesa dei Gesuiti, fino al famosissimo Kappellbrucke (Ponte della Cappella). Eretto nella prima metà del XIV secolo come parte delle fortificazioni urbane, questo ponte deve il suo nome alla vicina Cappella di St. Peter. Le tavole dipinte raffigurano scene della storia svizzera, della storia cittadina e della vita dei Santi Patroni della città; la sua maggiore particolarità è il colorato e originale ornamento di fiori freschi posti lungo le sue sponde, che lo rendono da sempre il simbolo della città, immortalato e fotografato dai turisti proveniente da ogni parte del mondo.

La giornata è proseguita liberamente alla ricerca di un locale per il pranzo (ci sono molti ristoranti tipici, alcuni a buon mercato, altri decisamente fuori dalla nostra portata!) e di seguito ognuno di noi ha potuto bighellonare per la città alla ricerca di scorci e paesaggi davvero suggestivi.

Essendo di domenica, la maggior parte dei negozi era chiusa, ma alcuni rivenditori di articoli e souvenirs per turisti ci hanno permesso di fare anche un po' di shopping tipico: orologi svizzeri, coltelli dell'esercito svizzero, orologi a cucù, vestiti e magliette e l'immancabile tavoletta di cioccolata svizzera.

Un'ultima passeggiata sul lussuoso lungolago ci ha permesso di terminare la giornata in bellezza e di salutare questa sorprendente cittadina tra i colori cupi ma tremendamente romantici di un temporale in arrivo.

Il leone morent...
La casa dei Pan...
Casa dipinta ne...
Scorcio del cen...
Palazzi signori...
Angoli tipici
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il ponte Spreue...
Kappellbrucke v...
Kappellbrucke: ...
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birreria artigi...
centro storico
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Case dipinte

Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Luglio 2012 21:12
 
PRAGA - 28 aprile / 2 maggio 2012
Scritto da Agenzia
Martedì 26 Giugno 2012 10:17
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PRIMAVERA A PRAGA

Questa nuova esperienza di viaggio, che ha portato la nostra comitiva a Praga, si è rivelata molto positiva sotto tutti i punti di vista.

Dopo aver attraversato una Baviera resa fiabesca dall'esplosione della primavera, la Repubblica Ceca ci ha accolti e accompagnati con un autentico anticipo di estate: punte di 30° e cielo azzurro per tutta la durata del nostro soggiorno!

Praga offre al visitatore innumerevoli spunti per la visita e, per essere apprezzata al meglio, deve essere divisa in zone.

Eccoci allora cominciare con Stare Mesto, la Città Vecchia, il cui cuore è l'omonima piazza. Su di essa si affacciano le belle case barocche e rinascimentali, le chiese di San Nicola e di S. Maria del Tyn, il palazzo del Municipio e il famoso orologio astronomico.

Grazie alla nostra guida, avremo anche la possibilità di “spiare” il funzionamento dell'orologio dal suo interno, nel palazzo del municipio, e di assistere da distanza ravvicinata alla sfilata delle statue dei dodici Apostoli: veramente una bella emozione!

Dalla Città Vecchia alla Città Nuova la distanza è breve, ed eccoci allora sulla Piazza Venceslao ad ammirarne l'ampia prospettiva e a ricordare Jan Palach, lo studente che qui sacrificò la vita durante la Primavera di Praga. Altra tappa significativa è la Casa Municipale, forse l'esempio più importante di edificio Art Nouveau nell'ambito cittadino.

Una visita specifica viene riservata a Josefov, il quartiere ebraico, di cui purtroppo rimane poco in seguito all'opera di risanamento avviata in epoca asburgica.

Unico al mondo resta però l'antico cimitero, un'impressionante sovrapposizione di lapidi di diversi periodi storici, e notevoli sono anche le sinagoghe, che racchiudono oggetti di culto legati alla vita quotidiana delle famiglie ebraiche praghesi. Peccato che gli ambienti siano spesso angusti e i visitatori troppo numerosi, dettagli che tolgono alla visita parte del suo fascino.

Altra tappa è la collina del Castello, Hradcany, una vera “piccola città” all'interno della città.

L'imponente complesso di edifici, ancora oggi sede del potere in quanto ospita il Presidente della Repubblica, ha come punti focali la Cattedrale gotica di San Vito e il caratteristico Vicolo d'Oro.

Le preziose vetrate di San Vito donano al suo interno luminosità e misticismo e mettono in risalto i tanti tesori che custodisce, tra cui la maestosa tomba di San Giovanni Nepomuceno, interamente realizzata in argento, e la gotica cappella di San Venceslao, impreziosita da pietre dure e dorature.

Sul grazioso Vicolo d'Oro si affacciano le minuscole e colorate casette che ospitarono prima le guardie del Castello, poi gli orafi e per finire alcuni scrittori tra cui Franz Kafka.....quella che vi risiedessero gli alchimisti, invece, è solo una leggenda. Oggi è un susseguirsi di negozietti di artigianato sempre affollatissimi, ma resta un luogo intimo e d'altri tempi.

Autentico luogo d'atmosfera è, infine, il quartiere di Mala Strana, un susseguirsi di strade su cui si affacciano le antiche case dei mercanti e degli artigiani. Fino al 1700 a Praga non esistevano i numeri civici, per questo le case venivano identificate da simboli che spesso descrivevano l'attività o una particolare caratteristica della famiglia abitante. Ecco allora che troviamo “i tre violini”, “la bilancia d'oro”, “il cigno”, “i due soli”, “i tre struzzi” e così via.

A Mala Strana sorge anche la famosa Chiesa del Gesù Bambino, con la miracolosa statuetta tanto venerata anche in Italia e riprodotta nel nostro Santuario di Arenzano.

Scendendo verso la Moldava si attraversano i romantici giardini dell'isola di Kampa per giungere al Ponte Carlo, un susseguirsi di imponenti statue di Santi, che offre scorci veramente indimenticabili dei monumenti cittadini. Qui è bello attardarsi tra gli artigiani che espongono i loro lavori e gli artisti di strada che, con le loro musiche, creano un suggestivo sottofondo ad una città già di per sé spettacolare.

Una piccola menzione deve essere riservata anche ai ristoranti praghesi, che ci hanno permesso di assaggiare le specialità locali accompagnate dall'ineguagliabile birra artigianale. Molti ristoranti, infatti, offrono birra di loro produzione e gli alambicchi sono ben visibili!

L'hotel Pyramida, infine, oltre ad un buon servizio ci ha riservato la possibilità di passare serate veramente “magiche”. Esso si trova a pochi minuti a piedi dal Monastero di Strahov che, dalla sua posizione privilegiata sulla collina, ha permesso a tutti noi di ammirare ogni sera un panorama indimenticabile della città in tutto il suo splendore notturno!

BIRRERIA TIPICA
PIAZZA DEL CAST...
ENTRATA DEL CAS...
IL VICOLO D'ORO
INSEGNE
CASE TIPICHE
IL PONTE CARLO
CASA "ALLE TRE ...
CASA "ALLA CAMP...
CHIESA DI SAN N...

Ultimo aggiornamento Martedì 26 Giugno 2012 11:24
 
TRIORA E CERVO - 19 APRILE 2012
Scritto da Agenzia
Domenica 27 Maggio 2012 14:48
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A SPASSO TRA I BORGHI PIU' BELLI D'ITALIA: TRIORA, IL PAESE DELLE STREGHE, E CERVO

Una settimana di condizioni meteo decisamente poco primaverili, vento e pioggia implacabili, hanno anticipato la nostra partenza per la gita giornaliera a Triora – il "paese delle streghe" – nell'entroterra ligure, e a Cervo, uno dei più romantici e caratteristici borghi marinari della Liguria.

Partiti di buon mattino, in realtà lasciamo la pioggia alle nostre spalle subito dopo il passo del Turchino, caratterizzato da nubi nere e gonfie di pioggia; il cielo si apre a grandi sprazzi di un azzurro intenso, ed è a tratti attraversato da più di un arcobaleno. Veniamo colti da meraviglia e stupore, increduli soprattutto per tanta fortuna.

Arrivati ad Arma di Taggia, incontriamo la guida che sale con noi sul pullman, per raccontarci storia e curiosità di Triora lungo il tortuoso e impervio tragitto, ricco di panorami mozzafiato.

La strada costeggia il piccolo fiume Argentina che scorre verso il mare scendendo dalle montagne dell'entroterra. A mano a mano che sale, diventa sempre più stretta e tortuosa.

Si ha come l'impressione di entrare materialmente nelle colline, si sale curvando a destra e poi a sinistra, avvicinandosi sempre di più alla vetta dei colli e al cielo, visibile solo a tratti attraverso gli alberi del bosco. Piante ed arbusti di ogni dimensione, di ogni specie, di ogni sfumatura di verde che si possa immaginare. Tronchi diritti e svettanti verso il cielo, interamente ricoperti da edera rampicante che sembra essere stata loro cucita intorno da mani fatate, sembra quasi un segno di riconoscimento, come se quegli alberi fossero stati censiti uno per uno.

A tratti, si trovano dei segni di civiltà e di nuovo sembra di essere tornati in un mondo che sta con i piedi per terra : si passa da una cava di marmo, sorta in un punto dove le acque del torrente sono particolarmente blu, per proseguire verso paesini abitati da una ventina di anime, con le case di pietra ordinate e pulite, fiori colorati alle finestre, gatti sonnecchianti ai balconi. Osterie dai nomi accattivanti, che stuzzicano l'appetito soltanto leggendoli: l'Osteria del Fungo, la Trattoria del Cinghiale Bianco, tavoli di legno bagnati dalla pioggia caduta recentemente ed incessantemente da giorni, camini fumanti che fanno pensare a tavolate di gente riunita intorno ad un gustoso arrosto e ad un fiasco di vino rosso. Si attraversa un paesino dalle strade minuscole, dove le persone sembrano vivere all'aperto nella piazza e dove i negozi del panettiere e del fruttivendolo sono aperti e affollati.

Ancora qualche curva e si arriva in una zona chiamata Le Cascate, dove il torrente Argentina, dopo alcuni piccoli salti forma una serie di laghetti naturali, dai colori incredibilmente turchesi. Intorno ci sono zone verdi curate e attrezzate per pic-nic estivi e gli alberi che creano ombra sembrano meno naturali, le loro punte sono squadrate, l'erba che ricopre le loro radici è rada.

L'ennesima curva e improvvisamente, sopra alla nostra testa sul lato destro della strada, si può intravedere Triora. A prima vista sembra un paese piuttosto grande, sviluppato in lunghezza sulla collina dove le coltivazioni sono a tratti interrotte da ruderi di casolari antichi e di torri dall'aspetto sinistro.

La prima parte del paese, adiacente alla strada asfaltata che finisce proprio lì e dove sostano automobili e pullman, è piuttosto turistica. I negozi di souvenirs espongono cappelli da strega di ogni colore e dimensione, maschere con nasi bitorzoluti, pupazzi di streghe / befane che volano sulle scope; anche la strega di bronzo che dà il benvenuto ai turisti mescolando nel suo pentolone è piuttosto scontata, ma qui una fotografia è comunque d'obbligo.

Le stradine che convergono alla piazza principale, quella della chiesa, sono da qui in poi fatte di pietra, ed un solo sentiero centrale in mattone rosso permette un camminamento leggermente più agevolato. La pendenza è una costante: gradoni, salite, discese... ci si muove in un intricato labirinto di vie che fiancheggiano case di pietra e sasso, alcune quasi rimesse a nuovo, altre in uno stato di evidente abbandono. Un luogo magico, indubbiamente, dove queste donne considerate streghe potevano nascondersi all'ombra quando braccate, o scappare verso il bosco, non riuscendo comunque mai, secondo le leggende, a sfuggire alla loro sorte. Una sorte triste e malvagia, di torture e di morte, avvenuta spesso per suicidio.

Alzando gli occhi dalla strada e osservando i portali di ingresso delle abitazioni, si possono scorgere mirabili sculture in sasso che vogliono raffigurare sugli archi delle porte i mestieri dei loro abitanti: ci sono il farmacista, il libraio, il rilegatore, il macellaio e altri simboli, misteriosi e legati forse all'esoterismo, ci immergono definitivamente in un mondo parallelo fatto di magia, ma anche di povertà e di paura. Un mondo che noi oggi amiamo rievocare, ma che non possiamo comprendere completamente e che soprattutto ci lascia frastornati quando pensiamo alle incredibili sofferenze fisiche e morali che queste donne erano costrette a subire e che noi oggi mitizziamo in modo allegorico e scherzoso.

La piazza della chiesa si apre improvvisa tra i cunicoli e la luce fa strizzare gli occhi: l'interno è luminoso e profumato; ci sono fiori ovunque, di ogni colore e abbinati un po' a caso, sull'altare principale e di fianco ad ognuna delle statue di Santi che costellano la navata da entrambi i lati.

Nel frattempo fuori l'aria si è scaldata e anche un paio di grossi gatti, rigorosamente neri, si stanno crogiolando in quel calore inaspettato.

La visita a questo magico paese fatto di sassi, pietre e sussurri sta per finire.

Prima di ripartire, ci concediamo un po' di sano shopping gastronomico in un negozietto d'altri tempi dove si vendono salumi, formaggi, il tipico pane del luogo, conserve e sughi, marmellate e dolci, e persino libri, tra i quali spicca il Martello delle Streghe, un tomo dal colore cupo e dal peso decisamente notevole.

Dopo aver ripercorso le innumerevoli curve fino a valle, arriviamo al ristorante "Giuan" di Arma di Taggia, dove ci attende un favoloso pranzo a base di pesce: un misto di antipasti caldi e freddi dai sapori genuini, tradizionali o innovativi, come il filetto di cervice al lime; dei golosi ravioli di triglia, rigorosamente fatti a mano, dei quali qualcuno si è concesso il bis ben volentieri; una grigliata di tonno, spada e teneri calamari accompagnati da contorni di stagione; per finire con un goloso cremino al cioccolato: il tutto condito da un fresco Vermentino della casa.

Con la pancia "piena" e decisamente soddisfatti, usciamo al caldo sole e riprendiamo la strada con il pullman, costeggiando un mare piuttosto agitato, ma dai colori spettacolari grazie anche al cielo che oramai è sereno e limpido.

Arriviamo a Cervo, altro piccolo comune inserito tra i "Borghi più belli d'Italia"; ci si arriva percorrendo a piedi una scalinata che ripidamente sale tra ulivi e alberi di limone. Tutto il paese, piccolo e romantico, è un labirinto di terrazze, archi, scalinate, case medievali aggrappate alla roccia di fronte al mare. Una varietà di scorci inimitabili fanno la delizia di pittori e fotografi. Piccoli negozietti pieni di ombra e di profumi offrono saponi, ceramiche decorate, gioielli fatti a mano, vestiti eleganti di seta frusciante, prodotti tipici del luogo.

Sulla sommità del paese si staglia la chiesa parrocchiale, nota come la "chiesa dei corallini"; questo era infatti il soprannome dei pescatori locali, impavidi pescatori di corallo.

Dopo questa piacevole passeggiata digestiva, riprendiamo i posti sul pullman e partiamo verso casa. Complice il maltempo, il traffico è quasi totalmente assente e arriviamo in perfetto orario, e forse leggermente in anticipo, rispetto alla nostra tabella di marcia.

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arrivederci
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angoli di pace

Ultimo aggiornamento Domenica 27 Maggio 2012 15:09
 
VERONA, 24 MARZO 2012
Scritto da Agenzia
Domenica 29 Aprile 2012 14:32
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VERONA, LA CITTA' DEGLI INNAMORATI - 24 MARZO 2012

Un mese di marzo stranamente caldo e ricco di fioriture profumate degne di una primavera inoltrata, ha dato il suo gradevole bentornato alla ripresa dei viaggi di gruppo di Lacio Drom.

La nostra prima meta è stata la città di Verona.

Arrivati qui alle dieci del mattino, abbiamo incontrato la guida che ci ha accompagnati alla scoperta di questa ricca e romantica città.

Dopo un breve tour in pullman, che ci ha permesso di ammirare scorci paesaggistici di notevole importanza storica e naturalistica, la visita è proseguita a piedi tra le belle strade del centro, ricche di monumenti e di negozi per tutti i gusti e per tutte le tasche.

La guida ci ha parlato della storia di Verona, città dalle origini antichissime; nata come colonia romana, diventò libero "comune" e si arricchì di nuove costruzioni civili e religiose. Dopo un periodo di soggezione alle famiglie degli Scaligeri e dei Visconti, divenne preda delle truppe napoleoniche e dopo un periodo di annessione all'impero austro-ungarico rivestì una parte fondamentale a livello amministrativo e militare del giovane "Regno d'Italia".

Tra i punti più significativi della città abbiamo ammirato Piazza delle Erbe, antico forum romano, circondata da case affrescate e torri merlate; Piazza dei Signori, con la statua di Dante e i palazzi amministrativi (il Palazzo del Comune, il Palazzo del Capitano, il Palazzo del Governo); le Arche Scaligere, monumentali tombe dei signori di Verona poste sul sagrato della Chiesa di Santa Maria Antica.

Abbiamo poi abbandonato momentaneamente la storia per entrare della leggenda.

A pochi passi da via Mazzini, la più frequentata ed elegante via della città, si trova la casa di Giulietta, con il famoso balcone testimone del tormentato amore per Romeo: caratteristico e a tratti surreale il corridoio di accesso al cortile, interamente ricoperto di scritte colorate lasciate dagli innamorati, a formare un immenso dipinto involontariamente unico nel suo genere. Superato l'attimo di sorpreso disappunto che si può provare di fronte all'evidente degrado di un'opera pubblica, l'insieme diventa presto soggetto di fotografie e il muro imbrattato da vernice e pennelli rimane protagonista indiscusso di varie storie d'amore, in tutti i tempi e in ogni lingua del mondo.

Siamo infine arrivati nella bellissima piazza Bra, dove svetta l'Arena, simbolo della città.

Dopo i convenevoli saluti con la gentile guida, ci siamo recati al ristorante self-service Brek, dove abbiamo pranzato con calma in un grande salone affrescato.

Nel pomeriggio, ognuno ha potuto sfruttare le ore a disposizione e gestire il tempo libero come meglio credeva.

I più si sono recati a piedi fino alla splendida Basilica di San Zeno, in stile romanico, fondata nella zona delle necropoli romane. L'ombreggiato chiostro merita di per sè una visita, ma all'interno si trova un vero capolavoro, la "Pala" di Andrea Mantegna, raffigurante la Madonna con Bambino e i santi.

Dopo avere passeggiato nelle animate vie a ridosso di piazza Bra, centro dello shopping più sfrenato del sabato pomeriggio, siamo ripartiti verso casa; un improvviso temporale è scoppiato proprio mentre in pullman ci lasciavamo alle spalle la meravigliosa città degli innamorati, ricca di storia e di leggenda.  

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Ultimo aggiornamento Domenica 29 Aprile 2012 14:50
 
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